L’estate sta per accingersi alla conclusione, ma non è mai troppo tardi – forse! – per poter programmare una nuova vacanza che possa celebrare al meglio la fine di questa bella stagione. Perchè dunque non pianificare le prossime ferie in qualche area naturale per una bella vacanze di fine estate?

L’idea non è certo rara. Secondo l’ultimo dossier condotto da Coldiretti, infatti, ben il 26 per cento degli italiani e delle italiane sarebbe attratto dall’idea di fare le vacanze in aree naturali, dando quindi applicazione ad una scelta che non solo è pronta a migliorare la nostra coscienza ecologica, quanto anche proficua di grandissime valenze educative per i più piccoli.

Come se non bastasse, si consideri un ulteriore aspetto: se il turismo ambientale viene gestito in modo davvero sostenibile – e in tal senso le strutture adibite non possono che giocare un ruolo di grandissima preminenza – può trasformarsi in uno strumento valido per tutelare la biodiversità e gli ecosistemi. Il turismo naturalistico aiuta altresì a valorizzare il territorio e a sostenere il patrimonio culturale e le attività dei piccoli comuni, specie quelli montani, così spesso abbandonati dai giovani.

Dunque, se desiderate andare in ferie, cercando relax e contatto con la natura, e preoccupandovi altresì di fare del “bene” alla natura, non perdete tempo: il 23 per cento dei mammiferi e il 12 per cento degli uccelli che popolano il Pianeta rischia l’estinzione. E a minacciarli, naturalmente, è l’uomo, con le sue abitudini legale all’inquinamento, all’indotto cambiamento climatico, al degrado del territorio, allo sfruttamento del suolo, al bracconaggio e alla caccia indiscriminata.

Fortunatamente, non tutto sembra perduto. In questi ultimi anni la buona gestione dell’ambiente, la creazione di nuove oasi naturali protette e la migliore sostenibilità di quelle esistenti, ha richiamato animali quasi scomparsi. Parchi e riserve gestiti con criteri di ecosostenibilità hanno salvato molte specie a rischio, contribuendo al ripopolamento delle stesse.

Attualmente in Italia sono oltre 100 le oasi naturali gestite dal Wwf su 30 mila ettari di terreno. La Lipu, Lega italiana per la protezione degli uccelli, tutela oltre 7 mila ettari di territorio, con centri recupero che curano 15 mila animali in difficoltà per reinserirli in natura.Legambiente ha avviato attività di conservazione e divulgazione in 55 oasi e riserve. Sembra tanto, ma forse non è abbastanza.