Come sbiancare la ceramica in poche e semplici mosse

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Se la vostra casa ha delle piastrelle in ceramica, dovreste sapere molto bene che dalla loro pulizia può corrispondere un naturale appagamento per gli occhi… e non solo. Ma in che modo è possibile sbiancare la ceramica in poche e semplici mosse? Come possiamo riuscire a togliere tutte le impurità che spesso ostacolano i nostri fini di pulizia? Cerchiamo di svelare alcuni semplici trucchi che vi permetteranno di poter dire addio a polvere, macchie e altri elementi di sporcizia, potendo invece abbracciare un pavimento e delle superfici di ceramica totalmente rinnovate!

Come sbiancare la porcellana

Cominciamo con un trucco troppo semplice per… essere vero! Spesso per poter pulire della porcellana molto sporca, è sufficiente lavarle con abbondante acqua calda. L’acqua calda è infatti spesso l’elemento sufficiente per poterle ripulire a fondo, a patto di sfregare con un po’ di vigore. Se invece lo sporco dovesse essere particolarmente resistente, potete cercare di preparare una miscela naturale, composta da tre parti di acqua tiepida e una parte di aceto bianco. Bagnate bene la superficie con questo particolare preparato, aiutandovi magari con un panno di cotone, e poi lasciate agire per un quarto d’ora, prima di procedere a un corposo risciacquo con acqua fredda pulita.

Se poi ci sono delle macchie oleose che impediscono alla superficie di tornare brillante come un tempo, potete correre ai ripari sostituendo la quota di aceto con l’alcol denaturato, con le stesse medesime proporzioni di acqua. Sarà sufficiente immergere il panno di cotone in questa soluzione, strizzarlo e strofinarlo bene sulla superficie da sbiancare, insistendo così sulle macchie da eliminare.

Come pulire la ceramica opaca

Tutte le donne padrone di casa lo sanno molto bene: con il trascorrere del tempo e il frequente calpestio del pavimento, può ben capitare che le piastrelle possano perdere una parte della loro brillantezza. Ma cosa fare in questi casi? Nessuna paura: preparate un pasta composta da una parte di bicarbonato di sodio e una d’acqua. Mescolate quindi molto bene e spalmate sul pavimento o sul rivestimento che deve essere oggetto di pulizia, strofinando poi con una discreta pressione, ma non eccessiva. Noterete che in breve tempo, dopo il risciacquo, la superficie sarà nuova come un tempo!

Un’azione super efficace!

Producendo un po’ di sforzo, e seguendo le indicazioni di cui sopra, noterete il raggiungimento di effetti davvero stupefacenti: non c’è d’altronde da sorprendersi: l’effetto abrasivo del bicarbonato potrà infatti contribuire ad eliminare lo strato opaco superficiale mentre il suo potere antisettico servirà per poter igienizzare al meglio la superficie.

Fatto ciò, potete amplificare l’effetto pulente e sbiancante andando a sciacquare le piastrelle con acqua pulite fredda, miscelata con il succo di un limone intero. In questo modo le vostre piastrelle torneranno a brillare come un tempo, dimenticando ogni ricordo di opacità e di sporcizia: l’operazione richiede un po’ di impegno e di tempo, ma i risultati finali vi ripagheranno di qualsiasi sforzo, donandovi delle superfici bianche e splendenti!

11 città che dovete assolutamente visitare di inverno

Estonia

 

Estonia

Ci sono delle città che di inverno acquisiscono un’aurea magica e che, dunque, val la pena proprio di visitare nella stagione più fredda. Volete sapere quali sono, e poter così predisporre il vostro prossimo viaggio invernale? Tenetevi forte!

Tallinn (Estonia)

Una città dal sapore medievale, che durante i mesi invernali ha pochissime decine di minuti di sole. Un fascino incantevole che vi catturerà!

Banff National Park (Canada)

Il parco può essere visitato soggiornando nel Banff Spings Hotel, una struttura ricettiva che oltre a regalarvi delle escursioni mozzafiato, ha anche un fantasma di una donna che – pare – si aggiri in abiti matrimoniali. Che volete di più?

Deserto del Gobi (Mongolia)

Il Deserto del Gobi è un’affascinante area che… di inverno diventa ancora più affascinante! Le temperature però scendono a -40 gradi durante dicembre: copritevi bene!

Tromso (Norvegia)

Un bel viaggio alla fine del mondo… dove inizia però uno spettacolo indimenticabile: giochi di luce che faticherete a togliervi dagli occhi.

Shirakawa-Go (Giappone)

Si tratta di un piccolo villaggio situato nella parte più alta del Monte Haku, nelle Montagne Ryohaku. È uno dei luoghi in cui nevica di più al mondo, e se siete alla ricerca di un luogo ricco di fascino, questo è quel che fa per voi.

Calitri (Italia)

Ebbene si, in questa speciale lista ci siamo anche noi italiani. Calitri è un borgo straordinario, situato in Campania: un vero e proprio labirinto di stradine collegate le une con le altre da marmo e granito.

Jamnik (Slovenia)

Situata a soli 30 minuti di auto dall’aeroporto di Ljubljana, è un incantevole luogo in cui spicca una piccola chiesa avvolta dalla neve.

Langwies (Svizzera)

Se siete alla ricerca di un viaggio in treno davvero da brividi (e non solo per le basse temperature), dovete assolutamente porre lo sguardo qua!

Loket (Repubblica Ceca)

Circondata dal fiume Ohre, questa città ha tutto quello che potete desiderare, compreso un castello che val la pena di visitare assolutamente!

Gullfoss (Islanda)

Una delle cascate più belle ed emozionanti del mondo, situata nella parte sudorientale del Paese. Una delle principali attrazioni turistiche di tutta l’Islanda.

York (Maine)

York è visitata anche d’estate ma, a nostro giudizio, è d’inverno che questa città può garantire il meglio.

E voi che ne pensate? C’è qualche destinazione che potete consigliare a tutte le nostre lettrici che sono alla ricerca di un bel viaggio invernale?

via: www.turistaoggi.it

Tutto quello che la mamma deve sapere sul Babywearing

babywearing

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Il babywearing è una pratica antichissima e da sempre usata in molte culture nel mondo, allo scopo di spostarsi con il proprio figlio in maniera pratica e sicura. Ma il babywearing non è soltanto un modo comodo di trasportare il proprio bambino. Infatti rientra in un ampio quadro di accudimento e di pratica educativa in quanto il genitore si pone nei confronti del proprio piccolo in un  atteggiamento di disposizione accogliente e al contempo stesso di ascolto.

Oggi questa pratica rappresenta una vera modalità di cura efficace per crescere i propri figli.

Uno studio effettuato dal portale Inran.it indica che il babywearing letteralmente significa “ indossare i bambini” ovvero portare i propri piccoli addosso, tenendoli sulla schiena o sul petto con appositi supporti.

Questa usanza è tutt’ora diffusa presso le comunità rurali dell’Africa, Asia, India, ma dagli anni ’70 ha preso il sopravvento anche nei Paesi Occidentali destando un clamoroso successo per una serie di vantaggi, quali:

  • non c’è bisogno di portare con sé carrozzine  e passeggini, poiché una fascia si può mettere tranquillamente anche in borsa
  • si possono svolgere le faccende domestiche
  • non si è legati a casa per le poppate o per il sonnellino pomeridiano dal momento che il bambino è sempre con la sua mamma

Lo stretto contatto tra il bambino e la mamma risponde a uno dei suoi bisogni più intimi, vale a dire quello del contatto e della vicinanza. Ma è stato appurato da una recente ricerca che questa pratica fa rivivere al piccolo l’esperienza della vita intrauterina donandogli un senso di protezione e di sicurezza.

Inoltre durante i primi mesi di vita porta numerosi benefici sia sul piano psicologico che fisico:

  1. portare i propri bambini favorisce il corretto sviluppo della colonna vertebrale
  2. favorisce l’avvio dell’allattamento al seno
  3. aiuta lo sviluppo dell’indipendenza del bambino dalla figura materna più velocemente
  4. portare i propri figli è positivo soprattutto per coloro che sono nati prematuri o sottopeso

Portare con la fascia il proprio figlio favorisce la comunicazione tra genitore e figlio. Anche se non si direbbe, muoversi con addosso il bebè è un espediente davvero straordinario, pratico e soprattutto non è pericoloso: l’importante è stare attenti ad alcuni piccoli accorgimenti.

Ciò che è necessario per la propria salute è scegliere la fascia che consenta di scaricare il peso del piccoletto sul tronco e su tutte e due le spalle. Deve essere comoda, pratica e deve avvolgere il bimbo in modo sicuro e saldo.

Seguendo questi piccolo accorgimenti appena illustrati, il bambino rischia davvero poco.

Naturalmente non bisogna salire sulle sedie perchè si rischia di cadere e di farsi male insieme al bebè. Quindi è necessario fare molta attenzione a ciò che si fa.

Secondo le ultime stime, sempre più mamme si avvicinano a questa pratica. Si tratta di accessori pratici e veloci da indossare: risultano fondamentali anche quando i bimbi cominciano a crescere. Inoltre mamme e papà avranno le mani libere per potersi reggere a sostegni all’interno di ascensori o di mezzi pubblici.

Portare rientra in quello stile di maternage definito da molti “ad alto contatto”. E’ una pratica che si apprende in maniera molto facile e in aggiunta costa poco.

Provare per credere!

Come cambia il viso del feto da 1° al 3° mese di gravidanza

Il video della BBC che descrive lo sviluppo del feto nei primi tre mesi di gestazione ha riscosso un grandissimo successo e ancora oggi suscita un certo effetto: è lo spettacolo della vita che prende forma  piano, piano fino a riconoscere in quei tratti psico-somatici qualcosa di familiare.

L’ecografia per moltissimi genitori è un momento davvero molto entusiasmante perchè hanno modo di poter scorgere la loro prediletta creatura che si sviluppa settimana dopo settimana nel pancione della mamma.

Ma nessuna mamma, almeno prima di questo grande contenuto scientifico realizzato appunto dalla BBC e presentato dal giornalista inglese Michael Mosley nell’anno 2011, ha avuto il privilegio di contemplare in che modo si forma il volto del  bimbo.

Infatti è stato dimostrato che lo sviluppo del viso del feto inizia proprio nel corso della sesta settimana di gestazione: in pratica si cominciano  a formare le prime pieghe che andranno in seguito a formare la struttura della faccia e del collo.

Naturalmente questa trasformazione avverrà lentamente..solo alla fine del terzo mese il viso della creatura risulterà ben formato mostrando i classici lineamenti umani..

Ma ora, non vi resta che ammirare questo straordinario video sintetizzato in poco più di 12 minuti…

Buona visione a tutti!

3 modi creativi per poter riutilizzare le vecchie magliette!

 

Provate ad aprire il vostro armadio: è molto probabile che all’interno troverete tante magliette che, probabilmente, sono rimaste inutilizzate nelle ultime stagioni. Perchè non cercare di dare loro una nuova vita, rispolverandole e applicando su di esse un pò di creatività? Di seguito vi proponiamo 3 modi davvero molto utili per poter prolungare la vita delle vostre vecchie t-shirt.

Giocattoli

Un’idea molto rapida per poter riciclare creativamente le vostre magliette è sicuramente quella di realizzare un bel giocattolo per i vostri amici cani. Per far ciò sarà sufficiente tagliare la maglietta in strisce di tessuto simili l’una all’altra, con una lunghezza di circa 20 centimetri. Unite quindi le strisce di tessuto e provvedete a legarle insieme ad un’estremità. Successivamente, dividetele in tre gruppi ed intrecciatele, come fareste con i capelli. Fissate infine l’altra estremità con un semplice nodo e stringete molto bene. Avrete ottenuto un praticissimo osso di tessuto che potrete dare in pasto alla vostra bestiola!

Bracciali

Un altro modo molto creativo per poter riutilizzare le vostre vecchie t-shirt è data dalla possibilità di realizzare degli originali bracciali, morbidi e colorati. Il punto di partenza per realizzare un braccialetto molto semplice parte con due striscioline di tessuto larghe più o meno un centimetro e lunghe intorno ai 60 centimetri. Prendete e praticate un taglietto orizzontale di qualche millimetro ad una delle estremità di ognuna e successivamente fate combaciare le due fessure, facendoci passare l’estremità rimasta intatta di uno dei due scampoli, andando poi a tirare dolcemente in maniera tale da ottenere un nodo di poco spessore che possa unirle. A questo punto, avete quasi finito: prendete in mano un’estremità trattenendo circa 5 centimetri con il pollice e facendo quindi passare il tessuto dietro al dito anulare e poi davanti al mignolo. Continuate arrotolandolo intorno al mignolo e passando davanti all’anulare, e infine passate nuovamente dietro e davanti al mignolo, avvolgendolo in un’unica volta ambedue le dita. Proseguite avvolgendo le dita e legate le estremità alla fine.

Sciarpina

L’autunno è alle porte, l’inverno pure. Perchè allora non approfittare di una vecchia maglietta per poter realizzare una bella sciarpina per i primi freddi? Tagliate la cucitura alla base e procedete ritagliandola ripetutamente in senso orizzontale fino all’altezza delle maniche, ottenendo così dei cerchi in tessuto. Unite le varie striscioline legandone le estremità, e avrete ottenuto una bella sciarpa da annodare intorno al collo.

E voi che ne pensate? C’è qualche metodo di riciclo creativo delle vecchie magliette che desiderate presentarci?

I probiotici che proteggono i piccoli dalle allergie

La cura delle allergie interessa anche la prevenzione. Se i genitori mirano a eseguire una prevenzione di carattere olistico e omeopatico, gennaio e febbraio si presentano come i mesi ideali per iniziare la cura e quindi per poter dare vita a un rafforzamento delle difese immunitarie dei piccoli.

Un’attenzione particolare spetta alle donne che sono in stato di gravidanza, poiché recenti scoperte scientifiche hanno evidenziato che l’assunzione di probiotici in gravidanza, durante l’allattamento e nel primo anno di vita del bambino può ridurre il rischio di sviluppare allergie. In particolare, assumere i probiotici in gravidanza può scongiurare la comparsa dell’eczema dovuto a dermatite atopica.

Ma i probiotici possono aiutare a prevenire le allergie? La comunità medico-scientifica non ha ancora elaborato una correlazione certa, ma è stato notato che l’allergia è associata a un impoverimento della flora batterica intestinale, la quale dipende da molti fattori di origine diversa. Possedere una flora batterica povera non aiuta il sistema immunitario che, anziché produrre anticorpi contro nemici esterni, li produce contro agenti che biologicamente sarebbero innocui. Si tratta di una sorta di meccanismo impazzito, che si propone come la causa principale di molte allergie. I nemici da attaccare non sono più quelli reali, ma altri, che non sono dannosi per nulla ma che sono letti come tali dal sistema immunitario.

Rafforzare il sistema immunitario attraverso i probiotici aiuta quindi le donne in stato di gravidanza, ma anche i bambini che hanno manifestato la comparsa di allergie, soprattutto a certi pollini che sfociano nelle stagioni primaverili. I probiotici sono microrganismi vivi che rendono più ricca la flora intestinale. Grazie alla loro funzione il sistema immunitario può essere riorganizzato e quindi può muoversi in modo corretto e non ‘impazzire’ dando vita a fenomeni allergici anche pericolosi.
Come si possono assumere i probiotici? Essendo gli integratori probiotici messi in commercio, la loro composizione e i loro effetti sono stati analizzati in modo più profondo rispetto allo yogurt, alimento che ne contiene naturalmente una grande quantità. Per ottenere un maggiore beneficio, è quindi utile abbinare l’assunzione di un integratore con il consumo regolare di alimenti contenenti probiotici, come appunto lo yogurt o il latte fermentato. I probiotici andrebbero consumati nell’ultimo trimestre di gravidanza e soprattutto dalle donne ad alto rischio di avere figli con allergie, e durante l’allattamento. Per quanto riguarda i bambini a rischio allergico, i probiotici andrebbero somministrati per tutto il primo anno di vita.

Trattandosi di prodotti medici, è importante che essi siano somministrati dal medico pediatra, che conosce sia la situazione del piccolo sia quella dei genitori e dei fratellini. Casi di allergia in famiglia possono, infatti, essere ereditari, per cui nel caso essi si manifestino bisogna riservare un po’ di attenzione in più in fase di prevenzione. La scelta dei probiotici dipende quindi dalla scelta del medico, ma nulla vieta di integrare l’alimentazione del piccolo con prodotti naturali che ne contengono, come il latte fermentato e lo yogurt, e anche con alimenti vegetali che aiutano a rafforzare il sistema immunitario in termini generali.

via: www.inran.it

Come usare del rossetto scuro sulle vostre labbra!

Un rossetto di colore acceso e di grande personalità è quel che ci vuole per potervi donare un’immagine del tutto nuova e raffinata. Naturalmente, non sempre si tratta della migliore scelta da fare: molte donne amano infatti proporre un nude look sulle labbra, con rossetto appena accennato, in grado di valorizzare il proprio aspetto in maniera genuina. Altre donne però riesco ad ottenere i migliori risultati proprio attraverso l’utilizzo di un rossetto più acceso, come quello rosso scuro, o altre tonalità piuttosto “dark“. Ma come poter riuscire a gestire i migliori risultati?

Preparare le vostre labbra

In primo luogo, cercate di preparare le vostre labbra a questa piccola impresa. Come ogni parte del corpo andrebbe nutrita e idratata, e potrebbe pertanto essere utile lavarle e pulirle con appositi prodotti, prima di procedere all’applicazione del rossetto. In commercio trovate numerose alternative pronte all’utilizzo: domandate consiglio alla consulente di bellezza alla quale vi rivolgete, prima di passare al punto successivo.

Applicare il colore

A questo punto potete procedere alla seconda fase, di estrema importanza: applicare il giusto colore sulle vostre labbra. Cercate di farlo partendo dal centro della bocca e procedendo poi verso l’esterno. Procedete anche per gradi, senza avere l’illusione di stendere una sola volta il colore per poter ottenere un risultato fantastico e senza imprecisioni.

Curate i contorni

La bellezza dell’applicazione di un buon rossetto consiste anche nella definizione dei dettagli. Cercate pertanto, una volta applicato il colore, di soffermarsi sulla sua perfezione. Cercate di premere tra di loro le labbra come se doveste dire “ma, ma, ma” alcune volte, e verificate se il rossetto lascia delle tracce eccessive o se necessita di ulteriori contorni.

Usate le dita

Fatto ciò, potete procedere a uniformare il tutto e renderlo ancora più seducente e di qualità premendo le labbra con l’anulare. In questo modo riuscirete a dare un aspetto soffice e delicato alla vostra bocca.

Curate il resto del look

Naturalmente, non basta avere grande cura della vostra bocca per poter sfoggiare un look di grandissimo fascino. Dovrete infatti cercare di rendere lo stile delle vostre labbra perfettamente integrato con il resto del viso. Il nostro consiglio, se siete alle “prime armi” per quanto concerne il make up, è quello di giocare in contrasto con gli occhi. Ovvero, se avete donato grande sforzo e impegno sulle labbra, “appesantendo” la bocca con un colore particolarmente vistoso, è bene cercare di evitare che identica pesantezza sia concentrata sugli occhi, che andrebbero lasciati con un nude look molto leggero.

Di contro, se sulle labbra avete deciso di applicare un tono molto delicato e quasi invisibile, potete cercare di individuare una maggiore profondità sugli occhi. In caso contrario, abbondando di colori sia sul rossetto che sugli occhi, finirete con il dare di voi un’impressione di eccessivo ricorso al trucco, appesantendo il viso in modo sgradevole.

E voi che ne pensate? Amate l’utilizzo dei rossetti con tonalità scure? O non amate puntare su colori troppo accesi sulle vostre labbra?

Tagli capelli, guida per uomini e donne!

Tagli capelli, guida

Tagli capelli, guida

Nuovo anno arrivato, e nuovi stili da sperimentare! È questa, in estrema sintesi, la visione della moda capelli di queste settimane, il periodo ideale per cercare di sperimentare qualche rinnovamento sulle nostre chiome. Ma quali sono i tagli capelli 2016 più alla moda per uomini e donne? Per rispondere a questa domanda, cerchiamo di distinguere i look maschili da quelli femminili.

Cominciamo questo nostro viaggio tra i migliori tagli capelli partendo da quelli maschili. In tale ambito, numerosi sembrano essere gli stili in grado di affermarsi nelle prossime due o tre stagioni, fino all’arrivo del periodo autunnale. Qualche esempio?

Anche per il 2016 troverà il suo naturale spazio lo stile “collegiale”: ideale per gli uomini che desiderano offrire a chi guarda uno stile ordinato, con un tocco di modernità, si tratta di un look che adopera una riga laterale particolarmente lineare e segnata, fronte scoperta e ciuffo ben trattato con qualche prodotto per il finish. I capelli appariranno bene in ordine, adattandosi molto agli stili più corti, e a tutti gli uomini che amano un’acconciatura veloce e pratica da ricreare tutti i giorni.

Se invece dei capelli corti amate le lunghezze un pò più estese, niente vi vieta di allungare un pò l’acconciatura. L’importante è, nei tagli capelli uomini, evitare di andare oltre la linea delle spalle, che per le prossime stagioni dovrebbe rappresentare una soglia limite. I capelli così lunghi possono essere ben acconciati in maniera un pò vintage e bohochic, con riga centrale e nessun prodotto fissante.

Dunque, come abbiamo affermato poche parole fa, un riferimento di grande interesse dovrà essere mostrato sull’utilizzo di acconciature naturali, non stressate da pomate, gel o spray. Meglio invece cercare di puntare su stili easy, senza pettinature troppo rigide: se proprio non volete rinunciare all’utilizzo di gel e altri prodotti fissanti, fate attenzione a non esagerare. Sarà sufficiente una minima dose, al fine di non perdere il tocco di naturalezza che dovrà contraddistinguervi.

Ancora, un ultimo spunto legato alla barba, che negli ultimi anni ha saputo rappresentare un vero e proprio must per gli uomini che desiderano manifestare all’esterno l’impressione di una forte personalità. Anche se lo “sbarbato” probabilmente andrà per la maggiore, la barba giocherà un ruolo di primo (primissimo!) piano nella proposizione della moda uomini. Ma come combinare la barba con una giusta acconciatura capelli? Per evitare sbagli, è opportuno cercare di coordinare tra di loro barba, baffi e capelli. Cercate dunque di condividere i vostri intenti con il barbiere, evitando che questi elementi possano apparire scoordinati e poco sinergici. Ognuno ha il proprio stile, e sfruttando la propria personalità potrà certamente ottenere il meglio da barba e baffi.

Archiviato, almeno temporaneamente, un approfondimento sui migliori tagli capelli per gli uomini, è giunto il momento di occuparci dei look più adatti ad affermare la femminilità contemporanea. Quali sono, allora, i tagli capelli più “in” per le donne?

Come sopra anticipato già per l’Universo maschile, anche i tagli capelli donne dovrebbero cercare di prendere ispirazione da un look naturale. Dunque, ancora prima di concentrarsi sul taglio di capelli corto, medio o lungo, sulle colorazioni o sulle decolorazioni, val la pena pensare di ispirare il proprio stile a un tono naturale ed easy. Il che, in fin dei conti, significa premiare il libero movimento e dinamismo della propria chioma, ricercando magari – soluzione semplice, ma sempre valida! – una capigliatura finta spettinata che possa donarvi la giusta spensieratezza e un tocco più sbarazzino e giovanile.

Per poter ottenere un look naturale e raffinato, cercate anche di condividere con il vostro parrucchiere di maggiore fiducia la necessità di ricorrere a scalature più o meno pronunciate, a seconda delle vostre caratteristiche di viso, e al ricorso o meno di frange, ciuffi e altri elementi che potrebbero apportare dei valori aggiunti (o meno!) alla vostra bellezza esteriore. L’ampiezza del ventaglio di potenziali scelte è estremamente esteso, e probabilmente non sarà semplice, almeno nei primi momenti, orientarsi all’interno di esse con mano ferma. Fatevi pertanto aiutare dal vostro hairstylist, tenendo come punto di riferimento finale la necessità di conseguire una buona impressione dell’ovale.

In questo proposito, badate bene che la predisposizione dell’ovale non è affatto questione di impossibili geometrie. Nel caso in cui ad esempio abbiate un viso particolarmente allungato, l’ovale potrà essere raggiunto allargando i volumi laterali. Nel caso in cui abbiate invece un viso particolarmente rotondo, potrete cercare di ottenere un risultato di un ideale ovale attraverso un taglio che possa aggiungere volumi nella parte superiore.

Leggi anche Capelli uomo preferito dalle donne

Per quanto infine concerne i colori, oltre alla scelta di una delle tonalità di maggiore tendenza nella stagione in corso, il nostro consiglio è certamente quello di evitare il ricorso a colorazioni piatte e troppo omogenee. Molto meglio, invece, ricorrere alla possibilità di arricchire la vostra chioma con una delle tante modalità di colorazione e decolorazione in grado di ricreare riflessi naturali e baciati dal sole. Le occasioni concesse dai trend più contemporanei sono praticamente infinite, e dallo shatush al balayage non farete certamente fatica per trovare quel che fa per voi.

In ultima istanza, ci venga concesso un piccolo cenno a un suggerimento che non può che costituire il numero 1 nella vostra lista delle priorità: ogni cambio di look dovrà infatti essere accuratamente studiato e pianificato con il vostro parrucchiere di maggiore fiducia, rigettando pertanto la tentazione di procedere a delle soluzioni fai-da-te, che potrebbero portare a risultati molto negativi. Meglio invece proporre al proprio parrucchiere le idee più appetibili, e cercare di capire insieme a lui se possano andare bene, o necessitino di qualche personalizzazione (peraltro, quasi sempre necessaria).

E voi che ne dite? Quali saranno i tagli capelli che vi sentite di sposare con maggiore convinzione?

Mais OGM non dannoso per la salute: ecco i risultati di uno studio italiano

mais

mais

Il mais OGM? Non è nocivo per la salute umana. Questa la notizia condivisa dal sito Terranews.it A giungere a tale conclusione è un recentissimo studio condotto da un team di ricercatori italiani dell’Università e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I cui risultati, ben inteso, sono stati pubblicati sull’ultimo numero di Scientific Reports, rivista collegata alla più conosciuta Nature. E nel quale si afferma che l’analisi compiuta su 64 precedenti ricerche relative all’impatto degli organismi geneticamente modificati può ben essere confortante.

Le conclusioni dello studio sul mais OGM

In particolare, la ricerca effettuata, e condotto dai ricercatori italiani Elisa Pellegrino, Stefano Bedini e Marco Nuti, giunge ad “assolvere” il mais OGM. Che in passato, e non raramente, era spesso indicato negli ultimi anni come potenzialmente nocivo o dannoso per la salute.

In realtà

per la prima volta lo studio dimostra, dati statistici e matematici alla mano, che il mais transgenico non comporta rischi per la salute umana, animale e ambientale. Lo studio dimostra che, dopo 21 anni di coltivazione del mais transgenico in tutto il mondo non esiste alcuna evidenza significativa di rischi per la salute umana, animale o ambientale.

ha affermato il team di ricercatori nelle conclusioni elaborate.

Peraltro, gli stessi studiosi hanno poi specificato – quasi a voler riscontare in maniera attiva le polemiche che sarebbero scaturite da tali conclusioni – che lo studio è stato condotto analizzando unicamente i dati a disposizione. E che lo stesso non riveste alcun giudizio di carattere politico.

Non entriamo nel merito della discussione politica, ma i risultati ottenuti sono robusti e soprattutto frutto di una ricerca portata avanti soltanto coi nostri fondi

hanno infatti dichiarato, quasi ad anticipare le possibili opposizioni che sarebbero scaturite dalla ricerca. Opposizioni che – di fatti – non stanno tardando ad arrivare, anche sul fronte politico. Considerato, ad esempio, che lo stesso governo italiano più volte ha dichiarato di essere contrario all’autorizzazione alla coltivazione di OGM entro i confini nazionali.

Insomma, il recente studio italiano andrebbe a smentire la presunta associazione tra OGM e patologie. Tra le varie connessioni ipotizzate, effetti come l’incompleto sviluppo del sistema nervoso centrale o il tumore all’esofago. Invece, i ricercatori sostengono che le ripercussioni del mais geneticamente modificato sarebbero identiche a quelle del prodotto non OGM, scagionando da qualsiasi accusa tale prodotto.

Bebè scatenati dentro la pancia della madre

Attesa e scarpine

Il legame tra madre e figlio è molto più profondo di quanto si creda. Ma questo legame non è dato solamente dal cordone ombelicale, ma a quanto pare le emozioni della mamma sono connesse in maniera profonda con il proprio bambino, tanto che questo piccolo esserino è in grado di captare se la propria mamma è felice oppure no.

Infatti è stato appurato da uno studio giapponese, che mentre si sviluppa il feto, il bambino avverte dentro la pancia l’umore della mamma.

Ma cosa fa il bambino nella pancia della mamma?

Una delle curiosità che colpisce ogni mamma è cosa farà il bambino in questi nove lunghi mesi nella pancia.  Ma già dal momento del concepimento, il bambino comincerà il suo sviluppo nonché la sua formazione fisica. Alla quinta settimana il feto galleggia nel liquido amniotico ed è legato al cordone ombelicale: è già un piccolo essere che ha vita.

Alla settima settimana il feto tende a muoversi anche se la mamma non riesce ad avvertire questi piccoli movimenti perchè il bambino è ancora troppo piccolo. Per avvertire i primi spostamenti fetali bisognerà aspettare fino alla ventesima settimana. Gradualmente i movimenti tenderanno ad accentuarsi sempre di più.

Generalmente il feto dorme quando la mamma è in movimento, sembra un controsenso però  posso assicurare che non lo è, perchè quando la madre compie diversi movimenti il bambino si sente protetto, cullato. Ecco perchè una donna incinta avverte i movimenti del piccolo  la mattina o la sera, perchè il bimbo è sveglio e la madre invece è rilassata.

Ma nel grembo materno, ogni bambino ha le sue caratteristiche. C’è chi fa le capriole tutto il giorno tenendo sveglia la mamma anche di notte c’è invece chi si muove appena. Anche se lo sviluppo embrionale dei piccoli si evolve in maniera analoga, ogni bambino tuttavia, si muove in modo diverso. Infatti le madri che affrontano una seconda gravidanza lo sanno bene: sentono i diversi temperamenti dei loro pargoletti già nella pancia.

Ogni mamma percependo i movimenti del proprio bambino inizia con la mente ad immaginare come sarà una volta venuto al mondo. Tranquillo o vivace? Coccolone o combattente? In fondo l’unico punto di riferimento per ogni mamma per capire quale carattere potrebbe nascondersi dentro la pancia, sono i movimenti fetali. Ma è stato dimostrato che molto spesso l’attività del feto non è espressione del suo carattere, ma solo una semplice reazione allo stile di vita della madre. Alcuni scienziati hanno appurato infatti, che un incremento dell’adrenalina può avere un effetto negativo anche sul feto.

La conseguenza? Un terremoto in pancia, provocando anche in lui una scossa di adrenalina.

Per la futura mamma quindi è molto importante seguire ciò che accade nella sua pancia.

Tuttavia i movimenti del bambino sono un chiaro segnale che tutto sta procedendo per il verso giusto. Ma quel primo battere d’ali, quella sensazione di farfalle nella pancia, quel primo fremito, rimarrà per sempre nella memoria di ogni donna, come uno dei momenti più emozionanti di tutto il percorso dei 9 mesi di gravidanza.