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Translucenza nucale: tutto quello da sapere su questo importante esame!

 

Translucenza nucale

La translucenza nucale (o, per brevità, TN) è un importante esame che può contribuire a identificare i feti a rischio per sindrome di Down e per trisomia 18 (o per altre cromosomopatie, sindromi e cardiopatie). Tuttavia, nonostante tale importanza, sono ancora molte le donne che non sono adeguatamente informate sulle caratteristiche di tale esame… ma in cosa consiste?

Cosa è la translucenza nucale

L’esame della translucenza è rappresentato, semplicemente, dalla misurazione dello spessore della plica nucale del feto, in un’epoca gestazionale che sarà mediamente compresa fra la 11ma settimana e la 14ma settimana di gestazione. In alcuni casi è comunque possibile ottenere delle informazioni (riscontri di positività) già prima della 10ma settimana.

Come si fa l’esame di translucenza nucale

L’esame è di norma condotto dalla via sovrapubica. In alcuni casi – come nelle ipotesi di utero retroverso, di scarsa ecogenicità della paziente e altro ancora –può rendersi invece indispensabile eseguire una eco transvaginale.

Dati della translucenza nucale

Una volta effettuato l’esame, si procederà a calcolare la translucenza nucale, che potrebbe risultare aumentata in molte condizioni come le aneuploidie (es. sindrome di Down e altre cromosomopatie) o nelle sindromi e nelle malformazioni cardiache. Tuttavia, si tenga anche conto che a volte l’aumento della translucenza è del tutto temporaneo, e che può dunque essere opportuno ripeterlo a distanza.

Ad ogni modo, la maggior parte dei feti sani mostra dei valori di TN che sono compresi fra 1.1 mm e 1.4 mm. Valori superiori a tale range non sono necessariamente oggetto di preoccupazione: si richiedono generalmente degli accertamenti quando il valore supera i 2.5 mm, valore sopra il quale la condizione potrebbe essere patologica. In ogni caso, è sempre opportuno parlarne con il proprio medico, perché anche valori prossimi a quelli di cui sopra potrebbero giustificare altri esami. Si tenga altresì in considerazione che valori alternati di TN non indicano per forza dei problemi fetali, ma solo un incrementato rischio di patologia.

Per ulteriori approfondimenti si procederà pertanto con ulteriori rilievi che possono essere eseguiti nella stessa seduta, come – ad esempio – la misura del flusso nel dotto venoso, che è una struttura vascolare di piccole dimensioni in grado di collegare la vena ombelicale alla vena cava inferiore fetale. In linea di massima, nelle ipotesi di TN normale, un flusso ottimale concorre a ridurre sensibilmente le possibilità di rischi; nelle ipotesi di TN al limite o aumentata, un flusso normale nel dotto venoso può decisamente ridimensionare l’eventuale preoccupazione che insorge dall’alterazione del dato, e conferire un po’ più di ottimismo nel paziente e nel medico.

Altro esame che viene generalmente effettuato per approfondimenti è l’osservazione della presenza o assenza delle ossa nasali: circa il 70 per cento dei feti Down al momento dell’analisi della TN non presenta l’osso nasale.

Per poterne sapere di più – considerata la vastità del tema e l’eterogeneità delle cause – vi consigliamo di consultare il vostro medico di fiducia, che potrà certamente illustrarvi ogni passaggio necessario per chiarire le condizioni di salute di riferimento del vostro feto.

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