Diete e Alimentazioni

Il giorno del peccato, la marcia in più della tua dieta!

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Giorno dei peccati e dieta: sembrerebbero due termini in netta contrapposizione, invece non lo sono per niente. Alcuni ricercatori rivelano sul sito Inran.it una teoria che potrebbe sembrare bizzarra, ma che invece ha solidi fondamenti scientifici, o, almeno, basati su cari reali: se l’individuo a dieta, magari a dieta ferrea, di quelle che mettono in crisi anche la resistenza psichica oltre che quella fisica, si concede un giorno senza alcun limite di carattere alimentare, ritroverà la forza di volontà indispensabile per proseguire il regime alimentare dietetico con maggiori determinazione e costanza, fino al portarla al suo naturale compimento quando, cioè, si sarà raggiunto il proprio peso forma.

Giorno dei peccati: il segreto che salva la linea!

Può sembrare impossibile, e, infatti, viene da chiedersi: come può accadere che la soddisfazione incontrollata dei propri desideri alimentari e il commettere gli sgarri quotidiani rispetto alla media calorica da ingerire aiuti a mantenere i corretti regimi ipocalorici? Presto detto: concedere ai propri languorini una piccola chance, soddisfare una voglia alimentare covata da tempo e da tempo insoddisfatta, può ridare la giusta forza di volontà alla persona sottoposta a stretto regime dietetico, la induce a pensare “se ogni tanto posso fare uno sgarro senza compromettere l’esito finale, allora posso arrivare fino in fondo”. Si, senza lo stress della inibizione continua, è più facile ritrovare la serenità indispensabile per proseguire la propria dieta.

Il giorno dei peccati, l’esperimento

Ebbene, questa teoria ha trovato la conferma scientifica in un esperimento con il quale si è riusciti a verificare che degli individui sottoposti ad un regime alimentare particolarmente “stretto” hanno mantenuto la propria forza di volontà anche in quei giorni in cui era permesso loro di commettere degli “sgarri”.Per la precisione è stato chiesto ai soggetti “cavia” di scegliere un regime alimentare da millecinquecento chilocalorie quotidiane o uno, più restrittivo, da milletrecento chilocalorie, con il permesso, per un giorno, di consumare fino a duemilasettecento chilocalorie. Questi individui, trentasei per l’esattezza, hanno dovuto sottostare a questo regime dietetico per due settimane. Il risultato è stato che le persone che avevano scelto il regime più restrittivo, quello da milletrecento chilocalorie quotidiane, ma con un “giorno dei peccati” da duemilasettecento chilocalorie, sono stati più responsabili proseguendo la loro dieta in modo più severo e controllato rispetto a quelle che avevano scelto la dieta meno “stringente”, quella da millecinquecento chilocalorie quotidiane, ma SENZA il “giorno dei peccati”.

I risultati dell’esperimento

Ebbene, i riscontri che si sono avuti da questo esperimento sono così riassumibili: sia un gruppo che l’altro hanno ottenuto una perdita di peso abbastanza simile (cosa che ha reso la teoria ancor più verosimile), di conseguenza, come affermano i ricercatori, l’imporsi troppi limiti e troppi divieti può portare al non raggiungimento del peso obbiettivo della dieta, un vero e proprio fallimento della stessa. Si viene indotti a soddisfare le proprie tentazioni con maggior facilità e i danni non si fermano al fallimento della dieta: l’insuccesso di un regime dietetico può anche provocare un abbassamento della propria autostima.

Quindi ci sentiamo di darvi un consiglio: se avete in programma di seguire una dieta, soprattutto una di quelle ferree, con un regime calorico stretto e preciso, fate in modo di potervi concedere durante il periodo della dieta il famoso giorno dei peccati. Cioè, ad esempio, la possibilità di poter gustare, all’occorrenza, una pizza con birra, oppure un dolce appetitoso o anche, perché no, un ricco piatto di pastasciutta. Dopo proseguirete la vostra dieta con maggior determinazione!

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