Emoglobina bassa

L’emoglobina bassa è una condizione tale per cui il pigmento che si trova nei globuli rossi, e che ha la funzione principale di trasportare l’ossigeno all’interno del nostro organismo, è su valori talmente bassi da poter determinare e contraddistinguere la possibile insorgenza di una malattia come l’anemia. Cerchiamo dunque di capire quali possano essere le cause dell’emoglobina bassa, quando si può parlare effettivamente di una emoglobina bassa e, ulteriormente, in che modo poter intervenire per poter ripristinare una condizione di normalità.

Valori normali dell’emoglobina

Cominciamo questo nostro approfondimento ricordando che i valori normali dell’emoglobina all’interno del nostro organismo dipendono principalmente dall’età e dal sesso. Di norma i valori sono piuttosto alti nei neonati, per poi abbassare gradualmente man mano che si procede con l’avanzare dell’età.

Fatte salve queste precisazioni, si possono indicare come valori di emoglobina bassa quelli che nell’uomo sono inferiori ai 12 g/dl, e che nella donna sono inferiori a 11 g/dl. Nei neonati e nei bambini, si parla invece di emoglobina bassa quando i valori scendono sotto quota 10 g/dl.

Emoglobina

Considerando che ogni laboratorio di analisi ha i suoi valori di riferimento, il nostro consiglio non può che essere quello di parlarne accuratamente con il vostro medico di fiducia e cercare di capire con lui se effettivamente i vostri valori meritino o meno un accertamento (anche in virtù dell’analisi incrociata di altri elementi determinati dall’analisi del sangue).

Sintomi dell’emoglobina bassa

I sintomi dell’emoglobina bassa sono facilmente individuabili in tutte quelle caratteristiche che rendono l’organismo alla ricerca di un modo per poter sopperire al basso afflusso di ossigeno negli organi e nei tessuti. Ad esempio, uno dei principali sintomi della bassa emoglobina è rappresentato da una sensazione di stanchezza e di debolezza: i muscoli in carenza di ossigeno hanno infatti più difficoltà a sostenere lo sforzo. La stanchezza può inoltre manifestarsi non solamente nei momenti in cui lo sforzo è intenso (si pensi a un’attività sportiva) ma anche a riposo.

Un altro sintomo tipico dell’emoglobina bassa è la tachicardia. Anche in questo caso, il fenomeno è facilmente spiegabile con il fatto che per poter compensare la mancanza di ossigeno il cuore aumenta la frequenza cardiaca: per questo motivo la tachicardia si manifesta non solamente nei momenti in cui si fanno sforzi intensi, quanto anche nella produzione di sforzi piuttosto contenuti.

Costituiscono ulteriori sintomi dell’emoglobina bassa la sensazione di mal di testa e di vertigine, a sua volta imputabile alla scarsa ossigenazione a livello cerebrale, e la sensazione di freddo: l’apporto di sangue negli arti viene infatti diminuita per poter garantire una discreta ossigenazione agli organi vitali.

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Sulla base di quanto sopra, è possibile individuare facilmente una lunga serie di potenziali conseguenze, anche nefaste: se il nostro organismo non riesce a garantire una sostenibile affluenza di ossigeno a organi e tessuti, potrebbero fatti insorgere problemi come insufficienza cardiaca, ipertrofia cardiaca, e quindi rischi di infarto e di morte (sebbene, fortunatamente, limitati ai soli casi più estremi).

Cause dell’emoglobina bassa

Numerose sono le motivazioni alla base della condizione di emoglobina bassa. Tra quelle non legate alla presenza di specifiche malattie possiamo ricordare le situazioni transitorie e non patologiche. Si pensi agli atleti che praticano uno sport impegnativo (come il ciclismo o una maratona): in seguito a tali attività si può verificare una diminuzione dei valori dell’emoglobina dovuti all’incremento del volume sanguigno e alla minore concentrazione dei globuli rossi.

Una condizione tipica di emoglobina bassa è spesso riconducibile anche ai soggetti vegetariani o vegani: quando il consumo di carne è totalmente abolito, infatti, l’emoglobina può subire un decremento a causa della scarsa quantità di ferro ingerito. Anche durante la gravidanza si può assistere a una diminuzione dei livelli di emoglobina, sempre in seguito all’incrementato fabbisogno di ferro e di acido folico, elementi essenziali che dovrebbero essere opportunamente integrati per evitare l’insorgenza di anemie.

Costituiscono pazienti maggiormente a rischio anche le donne in periodo mestruale con mestruazioni molto abbondanti, soggetti anziani, donatori di sangue, persone che hanno subito degli interventi chirurgici e che si stanno sottoponendo a delle terapie antitumorali.

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In aggiunta a quanto sopra, occorre naturalmente fare un cenno alla possibilità che l’emoglobina bassa sia figlia di una serie di patologie. Tra le anemie vi sono quelle sideropenica, perniciosa, mediterranea, emolitica o aplastica. È inoltre possibile che l’emoglobina bassa possa essere determinata da malattie della tiroide, epatopatie, patologie renali o del sangue, infezioni.

Come “curare” l’emoglobina bassa

Se si ricade in una condizione di emoglobina bassa, si può cercare di condividere con il proprio medico di fiducia e con eventuali specialisti la possibilità di ricorrere a dei rimedi, i quali non potranno che essere legati alla causa che ha determinato l’abbassamento del valore. Nei casi più gravi, prima ancora di curare la determinante dell’emoglobina bassa, potrebbe essere utile ottenere un valido supporto attraverso una trasfusione di sangue (che non è pertanto una cura ma, come intuibile, solamente uno strumento per poter ripristinare i livelli di emoglobina “normale”).

Considerato che si ricorre alle trasfusioni solamente nelle ipotesi più gravi, in caso di bassi livelli di emoglobina derivanti da carenze alimentari o da un incremento fabbisogno (e dunque per cause che non sono legate alle malattie) si può ricorrere all’utilizzo di integratori di ferro, di vitamina B12 o di acido folico. È inoltre utile cercare di seguire una dieta che possa contenere alimenti ricchi di ferro come i legumi, gli spinaci, le carni, i cereali integrali, e abbinare il tutto con alimenti che siano ricchi di vitamina C.

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Può infine essere utile cercare di ricorrere all’omeopatia mediante l’uso di Ferrum metallicum 9CH e Hematite 8DH, che hanno come obiettivo principale quello di ripristinare il metabolismo del ferro, e stimolare la produzione di eritrociti.

Per quanto intuibile, considerata la varietà di cause alla base dell’emoglobina bassa, e valutata anche la possibilità di far fronte a diverse terapie, non possiamo che consigliarvi di contattare il vostro medico di fiducia e cercare di individuare la migliore risoluzione dei valori bassi dell’emoglobina, per ritrovare una condizione di ideale benessere.